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lunedì 17 gennaio 2011

Ulisse

Ulisse si addormentò a pancia in sotto sulla sabbia tiepida. Sognò di stare sdraiato su una spiaggia. Supino. Nel sogno respirava pesantemente, e le nuvole che popolavano il cielo diventavano sponde e poi donne dal seno procace. Consapevole del sogno, sentì un’angoscia indefinibile. Tentò di sognare di mare e di viaggi, ma subito si accorse di non riuscire a sopportare un sogno nel sogno e di dover tornare a rimirare quel frammento imperioso della sua anima.

Sveglio al meriggio, si sedette. Spostò della sabbia con la punta dei piedi, mentre il sole affollava quegli occhi persi in un mare che non riconosceva più. In quello stato di abbandono che non ammette ripensamenti, aspettò che Apollo e Diana s’incontrassero in cielo e si rannicchiò, sperando che il freddo della notte lo salvasse da un altro greve giorno.