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lunedì 21 febbraio 2011

Come ti sei ridotto, poeta?

Come ti sei ridotto, poeta?
Cianci ubriaco
raccogliendo versi tra il vomito
e le risa degli astanti.
Ti travesti di grandezza
ma volteggi con ali di carta pesta.
Urli sguaiato i tuoi istanti
e gorgheggi del tremito della festa.
Di te che resta?

Di te che resta?
La storia ti passa accanto
cingendoti la vita,
ma tu resisti attonito
e allarghi la ferita
girandoti d'intorno
con sorriso ebete
pretendendo tenebre
dalla lingua ormai avvizzita.