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martedì 21 giugno 2011

Moriz von Craûn

Lo stupro come volontà e rappresentazione

Il "Moriz von Craûn", poemetto di un anonimo del Basso Medioevo tedesco, s’ispira alle gesta del cavaliere e poeta Maurizio II di Craon. Il libro inizia con una lunga tirata sulle origini della cavalleria, di cui vengono illustrati i valori fondanti e l’evoluzione idealizzata, per poi virare sulla narrazione vera e propria, con il cavaliere Moriz che, invaghito di una contessa, se ne inventa di cotte e di crude per farla cedere alle sue avanches e ottenere il posto che merita nella sua vagina, pardon, nel suo letto.


Il problema è che alla fine, dopo aver architettato imprese immani come portare a spasso una nave sui campi e aver vinto un torneo mortale, la dama lo fa aspettare inutilmente e il buon Moriz ci rimane male. Molto male. Da bravo cavaliere ferito non si perde in grosse recriminazioni e parte all’azione: la cerca di notte nel suo castello e, dopo aver accidentalmente spaventato e fatto svenire il marito legittimo, il quale l’ha scambiato per il fantasma di un duellante morto durante il torneo, s’infila nel suo letto e la stupra senza tanti convenevoli, per poi andarsene infuriato verso la donna, rea di non avergli dato per tempo la ricompensa promessa (non si fa, suvvia).

La trovata narrativa meravigliosa, se mi è permesso usare questa parola in senso letterale, è che lo stupro viene letto dall’autore come la giusta punizione per la donna (i cari vecchi valori di una volta) e che alla fine è lei a pagare dazio, sia in senso fisico che in senso morale, per il rifiuto della scappatella e a sentirsi in colpa per la promessa prima e per non averla pagata in tempo poi.

Comunque, è possibile anche che il testo non sia serio e per alcuni studiosi potrebbe trattarsi di una parodia delle “usanze” dell’epoca, più che di un’esaltazione dei valori cavallereschi. Non bisogna neanche commettere l’errore di leggere un testo stagionato con l’ottica contemporanea, perché è ovvio che il sistema di valori evidente o sepolto in ogni opera umana dipenda dal contesto spazio temporale in cui è stata creata.

In fondo (fortunatamente) stiamo parlando di un poemetto medievale, non di un'opera moderna, ed è giusto leggerlo con l'occhio dello storico, non certo con quello di chi cerca punti di riferimento per la vita nella letteratura.


Titolo:Moriz von Craûn
Autore: Anonimo
Editore: Salerno
Anno: 1998
Prezzo: 7,00€
Pagine: 124
Edizione: Italiana