AdSense

giovedì 21 luglio 2011

Racconto minimo 035

A cosa stava rinunciando? Non lo ricordava più. Il cinismo del tempo l'aveva trascinata con sé e ora la sua vita era fatta di letti disfatti e fughe mattutine da amanti che non riusciva a riconoscere a mente lucida. Quando la sua amica le chiedeva se era felice, non riusciva a risponderle subito, ma poi, tra i tragitti che la vita impone per comporre una qualsiasi quotidianità, le veniva in mente il sospetto di non ricordare molto di quella che fu, perché la felicità non le era mai appartenuta. Essere felice. Non aveva abbandonato uno stato di grazia, ma solo l'illusione che di poterne trasformare il sogno in realtà, illusione di cui vedeva nutrita gran parte delle persone che la circondavano. Quel pensiero, misero e distante, l'amareggiava ogni mattina, mentre sorseggiava il solito cappuccino.