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venerdì 17 febbraio 2012

Racconto minimo 040

L'odiava, ma non ebbe la forza di lasciarla. Morì senza che fosse riuscito a confessare nemmeno a se stesso perché provava tanta pena.

Le parole del postribolo - Spread

L’ultimo è stato un mese pieno di parole, la maggior parte delle quali legate alla politica. Chi di voi non ha sentito pronunciare innumerevoli volte la parola “spread” (differenziale, in italiano)? E crisi? E sacrifici? La politica e l’economia funzionano come la letteratura, ma in modo più subdolo. Da una parte gli attori implicati ci tengono a far sapere che loro si occupano di questioni serie (come se le parole non lo fossero) e che tutto ciò che viene dato in pasto al grande pubblico è solo una semplificazione di un sistema assai complesso e comprensibile soltanto dagli “iniziati” (economisti, politici e così via), dall’altra permettono la creazione di un micro mondo fatto di parole paletto che delimitano la discussione e la orientano inevitabilmente. Fondamentalmente la chiamerei una letteratura della realtà, tesa a orientare il pensiero dei fruitori, spesso inconsapevoli, trasformandoli in casse di risonanza dei concetti espressi.

Recentemente ho sentito una vecchietta del mio palazzo parlare di spread. La signora in questione non si è mai occupata di politica e, nei vari incontri da pianerottolo avvenuti nel corso degli anni, mai si era addentrata in discorsi di economia o politica. È la classica persona che chiede di figli e nipoti e che si lamenta delle tasse troppo alte in modo generico, piangendo che la pensione non le basta mai. Il fatto che possieda una parola come “spread” e che la usi per esorcizzare l’inevitabilità dei “sacrifici” necessari per il superamento della “crisi”, è indicativo di quanto quel micro mondo di cui parlavo sopra sia penetrato nella coscienza collettiva e di quanto la strategia retorica implicita nella ripetizione di certe parole produca comunque una cultura di potere, il cui fine ultimo, in questo caso, sarà svelato soltanto nei prossimi mesi. Si potrebbe anche parlare di come la caduta di Berlusconi sia anche una caduta del suo vocabolario, siccome le parole del momento non sono più sue... ma questa è un’altra storia.

 Articolo apparso su Players Magazine

Gli Amanti di Costantinopoli. Una notte del 1205

Irrompe l’alba
Degli amanti
Fra le rovine
E le dimenticate strade
Della città crollata.
Lì s’incontrarono
E per alcune ore
Divorarono i loro nomi
Che minacciavano chissà quali glorie.
Come chiedeva la fredda notte
Si unirono.
E il vento
Divenne la loro sinfonia
E il fuoco il loro pittore d’ombre.
Il mondo rovinò intorno.
E l’estasi della carne
Ripulì la loro mente
Dalla tormentosa nenia
Del solare giorno.
Il canto orgasmico era
Lo strato del primo autunno
E la vaghezza friabile del futuro
Il movimento ritmico;
L’adagio di un’ombra davanti il fuoco.
L’erba sui loro corpi
I graffi della terra
Poi ecco un raggio
Si dividono gli assi
E tornano ai loro pensieri del mondo
Tutto ritorna al giorno
E il cantare qua e là
Della natura è il silenzio
Ossequioso del sonno Sull’amore.

L’attesa


L’orizzonte rosato
L’attesa oltre la soglia
E tu che arrivi
Lenta
Sorridente
Accesa
Come quelle navi
Che cantano oltre la scogliera

Pianto notturno


Piangi oggi tuo figlio.
Nudo.
Silenzioso.
Straziato.
Gettato a terra.
Lo sguardo infinito.

La polvere afflitta e malata
Rincorre disperata il vento.
Povere membra negate
Il mondo scomposto di senso.
E mentre s’affolla la rabbia,
e l’odio ti prende per mano,
il tempo pervade la stanza
cominci a respirar piano.
Non sono urla che senti,
non sono parole d’amore.
Sono vagiti di stenti,
ricordi d’un solo dolore.

Appare la sera e scompare,
quelle nuvole rosse le spargi
in un mare macchiato di sale.
Ferisci un cielo di stelle,
tre strati di ombre fan velo
al grande tremore che senti,
all’ultimo venir meno
di un povero canto d’amore,
che intonavi la notte da sola
pensando a quei giorni d’autunno
pensando alla nuda aurora.

sabato 11 febbraio 2012

Tre note

Ho sognato tre semplici versi
che m'hanno illuminato la notte,
ridotti in note di cenere
e farfalle dall'alba corrotte.

domenica 5 febbraio 2012