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lunedì 4 febbraio 2013

L'Era Glaciale 4: continenti alla deriva

Quando decidi di vedere il quarto capitolo di un cartone animato per famiglie e ti ritrovi invischiato nelle turbe adolescenziali di un personaggio che fino al terzo non esisteva, con gli sceneggiatori che hanno provato a ravvivare il deserto d’idee in cui si sono smarriti i protagonisti con un paio di canzonette, il problema sei tu, non il film.

Non è facile descrivere la sensazione di disagio che ho provato per tutta la durata di L’Era Glaciale 4: Continenti alla deriva. Non è dipeso dai contenuti, decisamente banali, quanto dal fatto che è da un po’ di tempo che l’ultra-tecnologia contenuta in queste opere non riesce più a mascherare il vuoto pneumatico che le condisce, sia a livello di trama, sia a livello di linguaggio. Stanno diventando svilenti.

La storia della famigliola di mammuth, con il padre severo che deve riuscire a ritornare dalla sua famiglia dopo la divisione traumatica causata dalla deriva dei continenti e la madre comprensiva che con la dolcezza riesce a redimere la figlia ribelle, figlia innamorata del classico bellimbusto scemo che l’ha portata a tradire il suo migliore amico, sembra essere uscita da una puntata qualsiasi di un film o telefilm adolescenziale qualsiasi.

I quattro “attori” in scena sin dal primo episodio si trovano di nuovo isolati e devono combattere (letteralmente) per ristabilire l’equilibrio, con le donne lontane a occuparsi di faccende più terrene e legate agli affetti familiari. La composizione dei ruoli in commedia è così schematica e canonica da fare impressione, così come gli eventi che si ricompongono nel finale seguendo una linea retorica di una pesantezza abissale.

Qualche trovata c’è, ma sono rari guizzi in una fiera del precotto che fa sognare una pausa (lunga) per la serie. Nemmeno l’immancabile Scrat riesce a risollevare la compagnia; la sua ossessione compulsiva per le noccioline (non per mangiarle, ma per averle e, in un certo senso, collezionarle) sarà la causa della deriva dei continenti e la fine di un’evolutissima civiltà di suoi simili. Purtroppo però, anche questa volta il resto della compagnia è salvo.