Presentato per la prima volta in video all’IVDC 2009, Wingers
doveva segnare la rinascita del videogioco Made in Italy. L’idea di base era di
creare un clone di Gunbound,
uno dei titoli pionieri del modello free2play, che allora stava muovendo i suoi
primi passi nel mercato di massa occidentale (in oriente era già abbastanza
diffuso). Il gameplay sarebbe somigliato a quello di Worms (Team17), con un tocco fantasy in più. Ma da allora del gioco non si è saputo più nulla. Molti disperavano addirittura
di vederlo mai realizzato. Invece, con somma gioia e sorpresa, Wingers è
vivo e vegeto ed è stato pubblicato già da qualche tempo in edizione scatolata (mi è stato impossibile trovare la data d'uscita ufficiale, ma ritengo di poter indicare il 2011 come anno del rilascio) sotto etichetta Leader (storica società italiana di distribuzione di videogiochi ormai
fallita), come dimostra una delle foto che trovate da qualche parte in giro per
l’articolo.
Reperirlo non è stato facile, visto che, pur cercando in
moltissimi negozi di Roma e provincia, non ero riuscito a trovarne una
copia in vendita, nemmeno nei negozi più forniti. Se oggi potete leggere quest’umile recensione lo dovete alla
meritoria scoperta di tre copie del gioco in un negozio di videogiochi di
Firenze, fatta da Luca Esposito Mistichelli, che ringrazio vivamente, e ad Alessandro Monopoli, che mi ha consegnato la copia che ho usato per l'articolo.
Guardando la confezione si trovano subito alcuni spunti di
riflessione. Il primo è il titolo: non si parla di Wingers, ma di Wings of
Magic. In realtà avviandolo il titolo in gioco è Wingers, ma sul packaging è
stato messo il nome di un fumetto del 2007, di cui testimoniano l'esistenza questi
tre video: primo, secondo e terzo. Inoltre, leggendo il sito ufficiale, http://www.wingers.it/,
è facile capire come i due progetti siano in qualche modo intrecciati, anche solo a livello stilistico (scaricate il booklet per tutti i dettagli). Comunque, continua a essere poco chiaro perché sulla copertina del videogioco sia stato
messo il titolo del fumetto.
Il secondo motivo d’interesse viene dal retro di
copertina. In fondo al packshot possiamo infatti leggere il nome della software house: Eve Interactive Studios, il cui sito ufficiale è
attualmente offline e di cui è quasi impossibile reperire informazioni (per un po' di info, leggete questo topic). Non sappiamo nemmeno i nomi degli sviluppatori, visto che stranamente non ci sono crediti di sorta da nessuna parte. Ancora
più rilevante è la presenza del logo della Regione Lazio e la scritta: “Realizzato
da Eve Interactive Studios S.r.l con il Contributo della Regione Lazio,
attraverso Filas S.p.A. In collaborazione con IDRA Editing S.r.l.” Il
contributo della Regione Lazio viene confermato sul sito ufficiale, nella sezione contatti, e il logo appare anche nel foglietto d’istruzioni presente all'interno della confezione e sul DVD d’installazione. Non c'è traccia di indicazioni su quanto sia l'ammontare del contributo in sé, ne se effettivamente sia stato erogato, ma visto che è messo in bella vista sulla confezione, non ho motivo di dubitare della sua esistenza.
Ultimo, ma non per importanza, c’è anche un bell'elenco di caratteristiche,
che riporto integralmente: “Gioco on-line multiplayer – 2 campagne
single-player – 32 filmati narrativi – 26 tavole a fumetti – 12 livelli di
gioco – 200.000 combinazioni di armature e potenziamenti – 14 tipi di armi
differenti, con 6 livelli di potenza – 8 classi di soldati” Ce ne sarà da
giocare, insomma...
Finito di esaminare le indicazioni ricavabili dalla
confezione, avvio il gioco. La prima cosa che si nota è il processo di
creazione di un account per giocare online. Probabilmente per amore dei videogiochi classici, con un tocco di romanticismo degno di una poesia di Yeats, gli
sviluppatori hanno scelto di non usufruire di tutti i ritrovati dei videogiochi
moderni in fatto di multiplayer. Quindi: niente creazione dell’account online,
niente matchmaking, niente browser dei server e niente... di niente. Per creare
un account bisogna scrivere a un indirizzo email inviando i propri dati e sperare che qualcuno
risponda. Da questo vi sarà facile intuire che non ho provato la modalità multiplayer di
Wingers, anche perché dubito che avrei trovato qualcun altro con cui
giocare.
Per girare, Wingers necessita del player di 3Dvia, un
tool di sviluppo di cui fino all’installazione del gioco non avevo mai sentito
parlare. Ignoranza mia di cui mi scuso profondamente. Se non lo si ha installato, bisogna andare sul sito ufficiale per tirarlo giù. Lanciando l’eseguibile
nel menù avvio di Windows, si aprirà una finestra del browser con la cornice che ospiterà l’azione.
Le uniche due opzioni grafiche disponibili sono la selezione delle dimensioni
della cornice: 800x480 o 1024x600, legate a diversi eseguibili. Quindi scordatevi qualsivoglia configurazione in gioco. In realtà la dimensione maggiore viene usata solo nei menù, mentre entrando in gioco la cornice è fissa a 800x480.
Finalmente Wingers! Per prima cosa bisogna creare i personaggi. Ossia occorre dare un
nome a due manichini rappresentanti le due fazioni (già si notano i primi bug,
con le immagini che di tanto in tanto scompaiono), quindi bisogna deciderne le
fattezze (almeno penso, perché in una finestra non appare nulla e ogni volta
che tocco qualcosa che non sia il pulsante per andare avanti il gioco s’impalla)
e le abilità. Diciamo che l’interazione con i menù è quantomeno faticosa, visto
l’alto numero di output mancati e la tendenza del gioco a far sparire gli
oggetti dallo schermo. Comunque alla fine sono riuscito a mettere insieme il mio
team di quattro eroi (scegliendone in realtà uno precostituito) e a iniziare la campagna single player.
![]() |
| Un momento della creazione del team. |
Normalmente non parlo di filmati, ma quelli di Wingers
meritano una citazione. Teoricamente servono per narrare la storia del gioco,
in realtà sono abbastanza inutili perché spesso le scritte sono temporizzate così
male che non si fa quasi mai in tempo a leggerle per intero. La storia diventa
così una variabile insignificante. In realtà, volendo, basta cercare la
cartella dove è installato questo capolavoro dell'arte contemporanea per trovare tutti i filmati decompressi
(una serie di personaggi che parlano, senza nessuna animazione), guardabili
comodamente con il nostro player di fiducia. Ma perché farlo? Sempre volendo, si può dare uno sguardo anche a tutti i vari elementi grafici, visto che sono decompressi anche quelli. Inoltre, nel primo filmato c'è una figura femminile con i seni nudi, eppure il PEGI sulla confezione è 3 (non si vedono i capezzoli, sarà per quello). Da notare che cercando "Wingers" o "Wings of Magic" sul sito ufficiale del PEGI non si ottengono risultati.
E ora, Wingers, ossia il nulla. Wingers non è finito, è evidente. I nemici hanno un’intelligenza artificiale che
li porta a suicidarsi in continuazione, tanto che conviene non fare assolutamente
niente per vincere... anche perché fare qualsiasi cosa è difficilissimo. I movimenti
dei personaggi sono lentissimi, usare bene le abilità e i poteri è un’impresa degna di un
titano, figurarsi prendere la mira o condurre una partita con senno. Sembra di
trovarsi di fronte a un nuovo Big Rigs, tanta è la cura posta nel rendere
inutilizzabile ogni singola feature. Prendiamo ad esempio il cursore usato per
indirizzare i colpi: può essere mosso in una sola direzione (verso l'alto) e non è possibile
correggere i tiri. Così, se si supera l’angolazione desiderata, bisogna per forza sparare un colpo a vuoto, visto che non sono ammessi ripensamenti di sorta. Comunque, una volta scelto il potere da usare (si parla di 200.000 mila combinazioni possibili, ma nella realtà sono stati implementati solo una manciata di poteri, la maggior parte dei quali molto simili tra loro), bisogna premere la barra spaziatrice e dare energia... dare energia... ma quanto ci mette la barra dell'energia a salire? Un'eternità. Tutto è terribilmente lento e mal fatto.
Non bastasse quanto già descritto delle meccaniche di gioco, mettiamoci anche che Wingers graficamente sfigura
in modo nettissimo davanti alla sua principale fonte d’ispirazione, il già
citato Gunbound, uscito circa otto anni prima, ma anche il confronto con il primo Worms
è impietoso, e parliamo di un titolo che risale ai tempi in cui l’Amiga 1200
era una macchina da gioco desiderabile. Come commentare, ad esempio, i pezzi di
scenario che si distruggono per quadratoni? E le esplosioni tutte uguali? E le terrificanti animazioni? Ovviamente i glitch non mancano, con personaggi che s'incastrano in ogni dove, animazioni che si bloccano, altre che vanno in loop e così via. A volte il gioco non parte proprio e dopo la creazione del team non parte il filmato introduttivo, costringendo a ripetere tutta la fase di creazione della squadra per poter ritentare la sorte.
Credo comunque che le parole non riescano a rendere al meglio l'orrore che è Wingers, per questo godetevi un lungo filmato di gameplay senza alcun montaggio a rovinarne lo splendore. Fate solo attenzione perché lo ricorderete per il resto della vostra vita, non solo videoludica.
Credo comunque che le parole non riescano a rendere al meglio l'orrore che è Wingers, per questo godetevi un lungo filmato di gameplay senza alcun montaggio a rovinarne lo splendore. Fate solo attenzione perché lo ricorderete per il resto della vostra vita, non solo videoludica.



Dagli autori di Gioventù Rubelle...
RispondiEliminavorrei essere il primo a commentare, e ci terrei a farlo in maniera costruttiva. Solo che il video è agghiacciante e ora mi tocca andare in terapia.
RispondiEliminaODDIOILVIDEOMESENTOMALE... AIUTATEMI... STO A VOMITA....
RispondiEliminaE sta gente gestisce il Vigamus e continua a fare danni nell'industry, VERGOGNA.
RispondiEliminaDisgusto... tanto per il gioco quanto per la genesi... Profonda stima per la recensione, invece. La missione dello snocciolamento di una roba del genere sembra improba.
RispondiEliminaSolita robaccia improponibile fatta con i soldi dello stato italiano! Sono anni che creano prodotti a spese degli appassionati, ma non solo videogames, ricordate Game Pro che veniva scritta dai collaboratori non pagati? Immagino che anche i collaboratori del vigamus non vedano un centesimo! Qualcuno chiami la finanza e faccia arrestare questi criminali per favore, prima che scappino per l'ennesima volta con i soldi!!!!!
RispondiEliminaVuoi dire che non ti hanno neanche dato una copia omaggio per la recensione ma l'hai dovuta comprare? Azz... adesso possono dire di aver effetivamente venduto qualcosa!
RispondiEliminaforse i problemi del paese sono altri...........
RispondiEliminaOvvio, quindi? Quando si recensisce un videogioco o un film si deve parlare anche delle tasse?
EliminaNon nominare neanche una volta "Club Bilderberg", "Mario Monti" o "Scie Chimiche" mi sembra un pessimo esempio di giornalismo.
EliminaVorrei ricordare questa gemma, perché almeno fa un pelo sorridere nonostante lo schifo che gira attorno a questi figuri...
RispondiEliminahttp://www.youtube.com/watch?v=DqnhlCIGen0
La mail di diffida di Raoul Carbone arriverà tra 3, 2, 1...
RispondiEliminadopo averlo visto mi sento come se mia madre mi avesse beccato a masturbarmi davanti ad un porno con donne anziane...
RispondiEliminaPenso che chiederò finanziamenti per un'innovativa versione di campo minato...
La scatola è bella.
RispondiElimina@Simone: Bellissima la recensione, hai dato un quadro completo dell'orrore suscitato da questo gioco. @wingersocomecazzosichiamastògioco: diomio. Non posso dire di più. L'ennesima dimostrazione che in Italia, anche nei videogiochi, non và avanti chi suda e sputa sangue da anni, ma solo chi ha l'amico/zio/cugino importante che gli gira i soldi delle NOSTRE tasse per realizzare cotale merda. Non ho parole.
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