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domenica 12 maggio 2013

Le ore del silenzio


Brandelli di vita

Magdalena è la donna ritratta di spalle nel quadro di Emanuel de Witte, “Interno con donna alla spinetta”, che fa bella mostra di sé sulla copertina del libro. Josse Gaëlle ha scelto questo pretesto per scrivere un romanzo breve concentrato sulla vita di questa donna che affida alla scrittura i segreti che custodisce nel silenzio di un’agiatezza discreta, mai urlata o volgare. Siamo a Delft, nei Paesi Bassi, è il 1667 e la città pullula di possibilità per chi sia così ardito di armare una nave e intraprendere commerci con paesi lontani come quelli asiatici o le Americhe.

Magdalena è figlia di un armatore, sposata con un ex-capitano di vascello che ha preso con saggezza le redini dell’azienda commerciale della famiglia della donna. Ha cinque figli, due ragazze e tre ragazzi, e una casa ampia e ben arredata (non per niente può permettersi di farsi ritrarre da uno dei pittori più in voga). Seguendo il padre nella sua attività commerciale è diventata un’abile mercantessa, affascinata dall'attività umana necessaria per organizzare ogni spedizione commerciale. Spezie, porcellane e altre mercanzie esotiche fanno da cornice alla sua esistenza, i cui fatti vengono accumulati sulle brevi pagine del romanzo, sfogo improvviso consumato nello spazio di poco più di un mese (la prima pagina del diario è stata idealmente scritta il 12 novembre del 1667, mentre l’ultima il 16 dicembre dello stesso anno).

Non c’è nulla di urlato, nessun eccesso antistorico di cui solitamente molti scrittori rendono vittime le loro eroine, ansiosi come sono di caricarle di tratti moderni. Magdalena è un personaggio che vive le emozioni e i dubbi della sua epoca. Si strugge d’amore per l’uomo di cui è innamorata la figlia senza fare nulla per andare oltre il lecito, allontana sessualmente dal marito per motivi ragionevolissimi ma che non riesce ad accettare. Nasconde addirittura un ricordo tremendo che la opprime dall'infanzia ma non lo trasforma mai in un’arma per impietosire il lettore. 

Riflettendoci, il fulcro del romanzo della Gaëlle non è neanche la successione dei fatti narrati, che occupano lo spazio di una pagina di diario senza mai pretendere di conquistare platealmente la scena, quanto il senso di un’esistenza afflitta dalla sua normalità, vittima del silenzio e di un’umanità che, stabiliti alcuni paletti sociali, non si preoccupa di comprendere, ma si limita a stabilire un fluire della vita che viene dato semplicemente per scontato, pur nella sua crudeltà.


Titolo:Le ore del silenzio
Autore:Josse Gaëlle
Editore:Skira
Anno:2012
Prezzo:13,00€
Pagine:96
Edizione:Italiana