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venerdì 21 giugno 2013

Mezzanotte a Pechino

La ricerca della verità

Mezzanotte a Pechino nasce da un fatto realmente accaduto nel 1937: il cadavere di Pamela Werner viene ritrovato sotto la Torre delle Volpi in una Pechino sull'orlo dell’invasione giapponese. Paul French ricostruisce le indagini che si svolsero per cercare di arrivare alla verità, o, meglio, per cercare di evitare a tutti i costi di guardarla in faccia, e i fatti che portarono il caso a essere insabbiato, pur di fronte a un rapporto che faceva piena luce su quanto era accaduto e che è stato tenuto sepolto nei cassetti della burocrazia inglese fino agli anni recenti, quando lo scrittore ci ha messo le mani sopra.

A fare da sfondo alla torbida vicenda della studentessa morta in circostanze misteriose è una società in preda agli eccessi tipici dei periodi di decadenza, quelli in cui la storia mostra chiaramente il baratro di un sistema, ma in cui ogni avvertimento viene sorvolato con sufficienza e le autorità si preoccupano soltanto di preservare le apparenze per non perdere il loro potere. Così tra istituzioni corrotte, informazione compiacente e forze dell’ordine colluse e incapaci, il caso finisce archiviato per non creare incrinature nell'immagine che il mondo degli stranieri residenti in città voleva dare di sé, in modo da “non perdere la possibilità di godere di ciò che già abbiamo”, come ebbe a dire in altra occasione il Duca di Wellington, che poi è una delle chiavi di lettura dell'intero libro. Tutto diventa eccesso per cercare di mascherare l'inevitabile sopraggiungere del baratro. Si finge che non esista un domani e si pensa solo all'oggi, sperando di creare una bolla di tempo che fermi la storia.

La verità nascosta nell'omicidio di Pamela viene occultata in ogni modo e chi dovrebbe preoccuparsi solo di scoprire e far scoprire i fatti finisce per diventarne l’ostacolo maggiore. Solo la costanza del padre della ragazza, che interverrà quando le istituzioni preposte avranno chiuso definitivamente il caso, riuscirà a fare luce su quanto avvenuto veramente, anche se la giustizia non farà mai veramente il suo corso. Ed in questo il libro di French, quasi un testo storico nella sua fredda riproposizione dei documenti ritrovati, è spietato nel non dare al lettore nessuna via di fuga dalla disperante mostruosità non solo dell’omicidio in sé, ma anche del contesto che lo ha prodotto e lo ha, in un certo senso, difeso come inevitabile e, in fondo, ininfluente.

Titolo:Mezzanotte a Pechino
Autore:Paul French
Editore:Einaudi
Anno:2013
Prezzo:19,50€
Pagine:266
Edizione:Italiana