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venerdì 16 agosto 2013

Stracci

Scusa se non vesto i miei versi d’aurora
Ma sono giacigli per vermi
Scusa se non cantano ancora
Ma sono il suono d’incolti cespugli
Non vogliono dir nulla
Fra limoni e foglie d’autunno,
come increspati sospiri
Raccontano il silenzio
E i suoi raggiri

Ecco che giunge una carovana
E musica e danza, e grandi amori
Dal palazzo scende una balia
Nel cortile si colgono i fiori
Ora che danze sotto la Luna,
Quante voci vaganti in questo
Cielo lontano.

Perdona i miei versi di stracci
Che suonano sempre più piano.