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venerdì 28 marzo 2014

Santo impostore - Controstoria di padre Pio

Santità all'italiana
Ad avermi stupito leggendo il saggio di Mario Guarino dedicato al padre Pio non è tanto il contenuto del testo in sé, quando il fatto di non essere rimasto minimamente stupito dalla ricostruzione della vita di un santo legato più al suo mito, e al business che gli è girato e gli gira tutt’ora intorno, che alla realtà. Non mi ha stupito scoprire che fosse un’affarista un po’ cialtrone, circondato da persone dal curriculum criminale, capaci di indegne bassezze. Non mi ha stupito come fosse egli stesso a pretendere la sua santità, atto di superbia inaudito, e non mi ha stupito nemmeno leggere delle stigmate false, definite “panzane” a più riprese da esperti di ogni estrazione. A voler ben vedere nemmeno la rete di ricatti e intrighi ordita dal padre di Pietralcina per mantenere i suoi privilegi, (non ha mai accettato le rinunce che la via francescana gli avrebbe imposto), è poi così incredibile.

 La verità è che ad avermi colpito è stato proprio il non stupore, ossia il trovarmi di fronte all’ennesimo incantatore, capace di catturare l’attenzione e la passione delle folle quanto più ogni sua opera appaia palesemente falsa e piena di doppi fini. Padre Pio è il santo perfetto per il popolo italiano tutto, un piccolo affarista intrigante capace di ogni bassezza per affermare il suo ridicolo ego e per accumulare danaro a iosa. Un mafiosetto di provincia protetto da un intero paese, un po’ per fede cieca, ma soprattutto per non rovinare il business nato intorno alla sua persona. Un imprenditore della sua santità che ha accumulato una fortuna sulla credulità popolare, nutrita di miracoli falsi e celebrazioni più teatrali che religiose, e che, inizialmente avversato dalla chiesa per la sua palese malafede, è stato infine santificato per non perdere il giro d’affari miliardario che ruota intorno alla sua controversa figura e alle varie opere che ha lasciato in eredità alla chiesa, tutte fin troppo terrene per potersi sollevare fino al cielo.

Ecco, un tempo pensavo che costruirgli una bara d’oro e un santuario sfarzoso come quello di San Giovanni Rotondo, che ogni anno viene visitato da milioni di persone paganti, fosse un'offesa per un seguace di San Francesco, teoricamente votato alla povertà. Dopo aver letto Santo impostore - Controstoria di padre Pio ritengo invece che sia il tributo perfetto per un’affarista di grande ingegno com’egli era, eccezionale nel nascondere la sua voracità dietro a un saio. È giusto che chi visita le sue spoglie s’inchini davanti all’oro, l’unico vero dio che padre Pio ha celebrato per tutta la sua vita e che i suoi degni eredi continuano a celebrare in suo nome dopo la sua morte.

Titolo:Santo impostore - Controstoria di padre Pio
Autore:Mario Guarino
Editore:Kaos Edizioni
Anno:1999, 2003
Prezzo:14,00€
Pagine:180
Edizione:Italiana