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mercoledì 10 febbraio 2016

Berlin '82

Sviluppatore: Spalt(er) / Piattaforma: PC - Mac - Linux / Trovalo

Berlin ’82 è ancora un prototipo, ma la sua formula è di fatto completa. Spietato e indifferente verso il giocatore, gli chiede di guidare una macchina per una città infinita, semplice ma affascinante nel suo aspetto da diorama leccato da un epigono di Andy Wharol. In realtà è formata da una sola mappa che riconduce sempre dentro se stessa, ma poco importa.

La fuga dalla polizia dopo una rapina è solo il pretesto per iniziare a correre e andare a sbattere. L’obiettivo è di accumulare più punti possibili, ma in un contesto di sfida sadico al livello di un Flappy Bird qualunque. Quindi si corre e si finisce contro un palazzo. Si corre e si finisce contro un lampione. Si corre e si finisce contro una chiesa. Scalare la classifica è un miraggio, eppure si continua a tentare, incastrati dall'insidioso meccanismo da cui ci siamo lasciati coinvolgere.

Chi vuole può accelerare, per far crescere più velocemente il punteggio, ma al prezzo di rendere l’auto meno controllabile; oppure può frenare, facilitando le curve, ma bloccando brevemente l’accumulo di punti. Ogni tentativo dura dai pochi secondi a qualche secondo in più, ma si finisce per non accorgersene una volta persi nel flusso dell'ennesimo nuovo tentativo.

Più si riesce a rimanere in vita, più la tensione sale e la paura di commettere un errore cresce. Succederà, prima o poi, ma devi provare; e in fondo è per questo che si finisce per amarlo: perché ti maltratta senza pietà finché non ti costringe ad arrenderti al masochismo che gli pre-esiste. n Berlin '82 non si vince mai, ma non sembra importargliene molto perché non ti ha chiesto nulla, se non di correre.