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giovedì 18 febbraio 2016

Street Fighter V

Sviluppatore: Qualcuno dentro Capcom / Piattaforma: PC / PlayStation 4 / Trovalo

Street Fighter V è prima di tutto un sistema economico, quindi un videogioco. Anzi, l’ultimo picchiaduro di Capcom è il punto d’incontro di più economie che da anni si fanno concorrenza sulla scena videoludica. Offre un sistema di vendita tradizionale, per cui si paga una certa somma per acquistare un prodotto, ma ci sono (saranno) un bel po’ di acquisti in gioco, con contenuti supplementari pagabili con soldi veri (costumi extra, nuovi personaggi e così via). Infine c’è il massiccio supporto per l’e-sport, che nasconde senza troppa convinzione la volontà di trasformare i videogiocatori in spettatori, grazie a servizi di streaming come Twitch e YouTube, così da poter fare soldi con pubblicità e sponsorizzazioni.

Dopo ciò, quasi in sordina, arriva il gioco vero e proprio che mai come in questo caso sembra solo il MacGuffin di tutto il resto. A essere sinceri il sistema di combattimento è probabilmente uno dei più rifiniti della serie, capace di rivaleggiare con quello del terzo capitolo, ma il punto non è questo e parlandone rischiamo di farci sfuggire la vera essenza di Street Fighter V.

Giocandoci la sensazione non è solo quella di maneggiare un titolo incompleto, visto che ancora manca di moltissimi contenuti, ma proprio di avere di fronte qualcosa di mostruosamente razionale nella lucidità con cui tende a rinnegare con una violenza sistemica qualsiasi forma che gli è stata propria, come se ne vergognasse. Street Fighter V è un applicativo sociale, non un vero e proprio videogioco. Non è il seguito di Street Fighter IV, ma qualcosa che ne ha preso le sembianze e che mira a espandersi all’infinito. È una slot machine in cui suoni, luci e colori sono funzionali alla permanenza di fronte alla macchina.

Il sacrificio delle modalità classiche, che saranno inserite in futuro, non è casuale, ma retorico. Con Street Fighter V Capcom ha dichiarato che tutte le distrazioni dal vero fulcro del progetto sono degli extra sacrificabili. Arriveranno, ma con calma, quando già i numeri saranno a favore della visione fondante. Così i personaggi non hanno più storie, se non stupidi riempitivi di facciata per dimostrare che qualcosa viene dato a tutti, mentre si presuppone che il resto lo si acquisti… anche perché è vero che tutti i contenuti saranno sbloccabili giocando, parlo di costumi e personaggi, ma i tempi per farlo saranno biblici, nell’ordine delle centinaia di ore, nemmeno delle decine.

Quando chi ha una vita capirà che è impossibile farcela da soli, il sistema sarà lì a ricordargli che può vendergli il suo tempo, senza bisogno di penare. Il vero premio diverrà quindi non giocare per ottenere insulsi costumi che chiariranno fuori di dubbio la natura di bambole dei combattenti, come già avviene in altri picchiaduro tipo i Dead or Alive. Il resto, come si suol dire, sarà celebrazione rumorosa dell'apparenza.