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martedì 5 aprile 2016

Il diniego maschile delle tendenze omosessuali

Brano tratto da: La follia degli stolti di Robert Trivers
(le sottolineature in neretto sono mie)

Si sostiene da tempo che se si negano i propri impulsi omosessuali si finisce per proiettarli sugli altri. È come se scoprissimo un contenuto omosessuale nel mondo immediatamente circostante e, negando la nostra parte, la cercassimo negli altri. Il fatto che il diniego dell’omosessualità possa portare ad aggredire gli omosessuali non stupisce, perché il contenuto omosessuale di qualcun altro può essere una minaccia diretta alla nostra identità nascosta – non è che magari, a dispetto di noi stessi, abbiamo una reazione positiva a un ragazzo attraente che ha un’acconciatura gonfia e un profumo da donna? Ci conviene attaccarlo prima che qualcuno faccia caso alla nostra eccitazione. È un meccanismo di difesa, chiamato <<formazione reattiva>>. Ciò che attrae il sé ma è inaccettabile viene disprezzato e negato in relazione a se stessi, ma attaccato in modo molto aggressivo se visto negli altri. Pertanto, attaccando gli omosessuali un uomo sostiene la propria immagine di eterosessualità. 

Uno studio recente conferma questo tipo di dinamica. Negli Stati Uniti, è stato esaminato un gruppo di uomini classificati come eterosessuali A-1 in base alla scala Kinsey – nessun comportamento omosessuale, nessun pensiero o sentimento omosessuale (quantomeno dichiarati). Innanzitutto, i ricercatori hanno classificato i soggetti come relativamente omofobi o relativamente rilassati e indifferenti nei confronti degli omosessuali. 

Ciascun soggetto ha poi assistito alla proiezione di tre film erotici della durata di tre minuti – un rapporto sessuale tra un uomo e una donna, tra due donne e tra due uomini – mentre un pletismografo sistemato alla base del suo pene ne misurava la circonferenza in modo molto preciso. Infine, dopo la proiezione, ogni soggetto è stato invitato a descrivere la propria erezione e l’eccitazione sessuale provata. Il risultato emerso è molto interessante. I soggetti dell’una e dell’altra categoria hanno avuto una reazione simile al film eterosessuale e a quello lesbico (una forte eccitazione in entrambi i casi), più intensa però nel primo caso. Solo il film su due uomini omosessuali ha rivelato una divergenza. Negli uomini non omofobici c’è stato un piccolo aumento delle dimensioni del pene, però non significativo, mentre negli uomini omofobici l’aumento è stato costante per tutta la durata del film e ha raggiunto due terzi del livello associato alla reazione di fronte al film lesbico. I colloqui successivi hanno mostrato che tutti i soggetti avevano un’opinione corretta dei gradi di ingrossamento del proprio pene e della propria eccitazione (che erano altamente correlati) fatta eccezione per gli uomini omofobici di fronte allo scenario di omosessualità maschile. Costore negavano del tutto la tumescenza e l’eccitazione. Non sappiamo se ne fossero consapevoli.