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mercoledì 4 maggio 2016

The Grandfather

Sviluppatore: MPR ART Hallucinations, David Szymanski / Piattaforma: PC / Trovalo

The Grandfather è un videogioco narrativo molto breve che racconta i tormenti di un vecchio in cerca della libertà perduta.
La narrazione è divisa in sequenze molto nette, che seguono uno schema preciso e sono legate tra loro da una voce narrante femminile:

- Si inizia con una sequenza non interattiva. Inquadratura totale della casa dove vive (o è prigioniero) il vecchio. Zoom verso una delle finestre del piano superiore dentro cui lo vediamo attaccato a un cordone ombelicale. Da notare che lo zoom finisce sul cordone ombelicale e non sul vecchio (che ha tratti differenti a seconda della fase di gioco).
- Sequenza interattiva in prima persona in cui bisogna semplicemente camminare lungo un tunnel dritto fino a trovare uno degli arti perduti del vecchio (si ripete sempre uguale per tutta l'avventura, ma alla fine del tunnel c’è sempre un arto differente).
- Sequenza d’intermezzo che mostra gli arti ritrovati.
- Sequenza interattiva stile avventura grafica in cui, nei panni della testa del vecchio, bisogna manipolare gli oggetti dello scenario per andare avanti. Ogni scena è ambientata in una diversa stanza della casa. Non c’è inventario e l’inquadratura è sempre fissa. La testa del vecchio si muove usando il mouse.
- Sequenza narrativa in forma di fumetto.

Il racconto in sé è una storia horror sanguinolenta con classico colpo di scena finale nemmeno troppo originale, in cui per liberarsi il vecchio uccide la terrificante moglie.

Di interessante c’è sicuramente la voglia di sperimentare: evidente nella miscela di meccaniche e stili visivi differenti, usati per creare un amalgama a suo modo riuscito e unico, anche per i soggetti protagonisti, inconsueti per il mondo dei videogiochi mainstream

In fondo guidare la testa di un vecchio alla ricerca del suo corpo perduto un suo fascino ce l'ha e l'intento degli sviluppatori, in parte riuscito, era evidentemente quello di proiettarci in un mondo allucinato pieno di suoni e luci deformati, più che di coinvolgerci in un tessuto ludico raffinato ed elaborato.

Peccato che le meccaniche di gioco utilizzate nelle varie sequenze non siano relazionate con ciò che avviene sullo schermo e appaiano molto rozze nella realizzazione (far afferrare i vari oggetti alla testa del vecchio è una pena), al punto che dover interagire per andare avanti nella narrazione diventa un fastidio.

Anche altri dettagli scoraggiano un po', come la difficoltà nel comprendere cosa dice la voce narrante, perché  registrata molto male e coperta dagli altri suoni. Insomma, forse avrebbe reso meglio come fumetto interattivo che come videogioco, nonostante sia apprezzabile lo sforzo fatto per cercare di regalargli uno stile unico.