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martedì 23 gennaio 2018

What Remains of Edit Finch



What Remains of Edith Finch è prima di tutto una visione architettonica, una stratificazione di storie, che, come la casa della famiglia Finch, si sviluppa in modi apparentemente assurdi e imprevedibili. Ogni vita ha un suo spazio, ma ogni spazio comunica in qualche modo con gli altri; è autonoma nelle forme, ma allo stesso tempo dipendente dal tutto. 

Si racconta nella sua individualità, ma assume il suo vero significato solo se innestata all'interno di un costrutto più grande. Edith, la protagonista, può dare un senso alla sua vita soltanto risolvendo il grande puzzle della sua famiglia, compiendo cioè un viaggio di scoperta e di crescita all'interno del labirinto di memorie che un tempo è stato la sua abitazione. Il suo destino è la conclusione logica della sua impellente necessità di ritorno al ventre materno, l'unico modo per diventare parte organica di quel gigantesco puzzle che l'ha generata e dentro cui si è sviluppata. 

What Remains of Edith Finch è anche un gioco di giochi, che si esprime compiutamente nella frammentazione del suo gameplay. Se Edith, colei che dona unità, è puro sguardo, gli altri componenti della famiglia sono fantasmi che rivivono attraverso delle meccaniche di gioco trasformate in pura retorica. Ognuno di loro ha vissuto / giocato in modo diverso, e noi siamo chiamati a rigiocarli per assimilarli e sbloccare il puzzle successivo. 

Concordo poco con chi ha esasperato l'analisi delle singole storie creando una specie di classifica delle migliori e delle peggiori. Da questo punto di vista, la scelta fatta dagli autori è stata netta: le meccaniche sono appena abbozzate e non pretendono di andare oltre la loro funzione metaforica, così da non prevaricare sulle storie stesse. Certo, alcune sembrano essere più curate di altre, ma la vera, poetica e in più di un senso spietata bellezza di What Remains of Edith Finch emerge solo quando, dopo averlo vissuto stanza per stanza, si riesce a tornare con lo sguardo sulla casa nel suo complesso. È in quel momento che quella strana e surreale costruzione assume un ruolo da moderno Spoon River. 

Nell'attimo in cui inizia a cercare, Edith si è già resa conto di cosa l'aspetta. Sa che in fondo non c'è risposta alla maledizione dei Finch non perché nessuno si preoccupa di dargliela per tutta l'avventura, ma perché più esplora la casa, più diventa indifferente alla domanda iniziale. In questo What Remains of Edith Finch è anche una grande allegoria dell'insidia del videogioco come fuga dalla realtà: è un viaggio virtuale verso le radici del reale: un invito a riscoprire qualcosa che ci illudiamo non abbia alcun peso, ma che da sempre è l'unico vero sostegno per i nostri fragili corpi.