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lunedì 19 marzo 2018

Pillole - Copiare e convertire videogiochi negli anni 80

Per ammissione degli stessi autori, Manfred Trenz e Armin Gessert, Great Giana Sisters (1987) fu il tentativo di Rainbow Arts di copiare Super Mario Bros. di Nintendo, titolo che stava vendendo milioni di copie. All’epoca ‘copiare’ era una sfida tecnica e creativa notevole, nonché un'operazione estremamente artigianale, perché spesso si avevano pochissimi appigli dai quali partire. Copiare funzionava più o meno allo stesso modo di convertire un coin op, come possiamo leggere su The Commodore 64 Book di Imagine Publishing, che descrive una modalità di lavoro all’epoca molto diffusa:

 “Oggi è normale per gli sviluppatori che lavorano a una conversione avere accesso direttamente al codice originale del coin op, ma allora (si parla degli anni 80 ndr) le cose andavano in maniera molto diversa. Ai programmatori spesso veniva dato soltanto il coin op con un mucchio di gettoni e l’unico modo per scoprirne i segreti era di giocarci intensamente. Non sorprende di sapere che Trenz e Gessert ebbero un approccio simile quando ricevettero la console (il NES ndr). Non fecero ingegneria inversa e ovviamente non ricevettero alcun aiuto da Nintendo, ma giocarono come pazzi e presero moltissimi appunti.