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giovedì 20 giugno 2019

Eat the Rich (Black Friday Simulator)


Eat the Rich (Black Friday Simulator) di Evan Greenwood e Luc Wolthers si presenta da subito come una metafora viva del capitalismo moderno, essenziale nel modo in cui sviluppa il suo tema di fondo, ma non per questo meno efficace nel rappresentarlo. Sviluppato per la Pirate Jam 2019, con il titolo derivato da un aforisma di Jean-Jacques Rousseau, mette alla guida di una massa di consumatori nudi e deformi che devono assaltare come zombi un super mercato di Bezos (il patron di Amazon) durante il Black Friday, afferrando tutti gli oggetti che contiene, anche a costo di sfondare pareti e abbattere scaffali per ottenerli, per poi trascinarli alle casse e acquistarli in sconto.

Eat the Rich è diviso in livelli, con una progressione simil GDR che si sviluppa intorno alla concettualizzazione ludica del consumo compulsivo: più si acquista durante il Black Friday, più si ha un risparmio apparente, ma più cresce il debito collettivo dei nostri omini, inconsapevoli e mai soddisfatti.

Risparmiare serve anche per magnificare la messa in scena di quello che è a tutti gli effetti un rito pagano, la cui chiesa è rappresentata dal super mercato stesso. Si spende essenzialmente per far crescere d’intensità l’evento attirando più consumatori e dandogli delle capacità supplementari che ne favoriscono l’attività.

Presto si finisce per controllare una vera folla, la cui voracità e distruttività è uno spettacolo quasi sublime, grazie anche a un uso della simulazione della fisica semplice quanto adatto a rendere il ‘peso’ degli oggetti trascinati e della marmaglia dai piccoli occhi che combatte per un taglia-erba piuttosto che per un televisore. Il sistema di controllo, volutamente impreciso e un po’ goffo, fa il resto, trasformando l’atto di stesso dell’acquisto in un evento distruttivo e senza senso.




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